Seminari internazionali “Il Mediterraneo al Centro dell’Europa”.

Le ragioni dell’iniziativa
 
Le condizioni di sottosviluppo e di arretratezza di molti Paesi ed i processi di globalizzazione (economica, finanziaria, sociale), portano ad un potenziale allargamento del divario tra Paesi sviluppati e PVS.
Le distanze tra Paesi industrializzati, Terzo e Quarto mondo sono rese più visibili dai conflitti in Africa o in aree chiave come quelle del Medio Oriente ed in un accentuarsi dei flussi migratori Sud-Nord resi più marcati dal differenziale demografico tra Europa ed Africa.

Questo vale, soprattutto per le aree vicine all’Europa, come quelle che si affacciano sul Mediterraneo.
Il differenziale demografico tra Europa ed Africa, oggi è superiore a 5 punti percentuali: in termini pratici questo significa che tra il 2005 ed il 2020, mentre in Europa si assisterà ad un calo complessivo degli abitanti, nell’Africa del Nord nasceranno circa 50 milioni di persone in più e nell’Africa Subsahariana ben 120 milioni in più.
Bastano queste poche considerazioni per ritenere cruciale la necessità di un forte rafforzamento della dimensione mediterranea nella politica europea, per ritenere che occorre puntare ad un rilancio della Cooperazione tra Europa e sponda Sud del Mediterraneo, ad una gestione concertata dei flussi migratori,privilegiando iniziative nei paesi di provenienza, ad incentivare lo strumento della formazione professionale permanente, oltre che alla creazione di strumenti di verifica (Osservatorio) e di aiuto al credito (Banca euro-mediterranea), come risposta alle esigenze di sviluppo dell’area.
In questo contesto la UIL e Progetto Sud ritengono centrale il ruolo dell’Europa e della nostra DGCS negli interventi di cooperazione internazionale allo sviluppo in favore dei PVS, anche attraverso la riconversione di quote di debito da finalizzare in favore dell’Africa subsahariana.
La UIL e Progetto Sud ritengono importante sottolineare che il ruolo e l’aiuto alla Cooperazione internazionale di DGCS, Regioni ed Enti locali deve essere visto come un forte contributo allo sviluppo, alla difesa dei diritti ed al rafforzamento delle democrazie nei PVS e quindi in favore delle imprese e del lavoro.
Per questo la UIL e Progetto Sud vogliono interrogarsi e confrontarsi – insieme alle Istituzioni e parti sociali italiane ed egiziane ed alle Organizzazioni sindacali europee e dell’area mediterranea – sui rischi di una ulteriore dilatazione del divario che separa i Paesi del Bacino del Mediterraneo dall’Europa.

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