Il Lavoro Dignitoso, condizione per la lotta alla povertà

Nell’ultimo decennio sono aumentate la creazione e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e allo stesso tempo sono cresciute povertà ed esclusione sociale. L’economia del settore informale che non riconosce alcuna garanzia ai lavoratori è oggi la principale economia dei paesi poveri. I principali beneficiari del processo di globalizzazione e della crescita economica sono le multinazionali ed i capitali, non i lavoratori e i cittadini che vengono sempre più frequentemente travolti da precarietà, costante insicurezza personale, economica e sociale, violazione dei diritti. Queste condizioni conducono verso una profonda crisi di fiducia nei confronti del capitalismo globale, che, indistintamente dalle peculiarità assunte nei vari contesti geografici e socio-culturali, ha portato ad un peggioramento delle condizioni dei lavoratori.  

I dati riguardanti le condizioni dei lavoratori nel mondo sono sempre più preoccupanti:
– Metà della forza lavoro mondiale guadagna meno di 2$ al giorno;
– 12,3 milioni di uomini e donne lavorano in schiavitù;
– 200 milioni di bambini minori di 15 anni lavorano invece di andare a scuola;
– 2,2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di incidenti o malattie legate al lavoro. Questa situazione colpisce in modo particolare:
– I giovani: 66 milioni sono i giovani disoccupati

  1. Il settore informale fornisce il 93% delle opportunità di impiego;
  2. I salari nel settore informale sono inferiori del 44% rispetto al settore formale;
  3. Il settore informale è escluso dal sistema di protezione sociale e da altri benefici.

– Le donne: in media guadagnano meno degli uomini 

  1. Sono più esposte a lavori saltuari e part-time;
  2. Nel settore informale la maggior parte dei lavoratori è donna.

Per questo oggi non è più sufficiente avere un lavoro per evitare la trappola della povertà: bisogna dare all’occupazione un volto umano. Per le persone il lavoro non è riducibile alla sola remunerazione che vi è corrisposta; il lavoro è il primo veicolo di realizzazione di sé e di integrazione sociale; è nel lavoro che le persone sperimentano la giustizia o l’ingiustizia, il rispetto o la sua mancanza, dove la loro voce può trovare ascolto o venire ignorata, dove la dignità umana viene alimentata o denigrata. È per questo che l’ILO (International Labour Organization) ha adottato una nuova strategia alla quale hanno aderito le organizzazioni sindacali, l’Unione Europea, e molte altre organizzazioni della società civile: creare opportunità di lavoro dignitoso per tutti.
Sulla base della convinzione che la povertà può essere ridotta solo se le persone hanno un lavoro dignitoso e produttivo, nel 2006 è stato modificato il Primo degli Obiettivi del Millennio (“Eliminare la fame e la povertà estrema”) sanciti dall’ONU nel 2000, introducendo appunto il concetto di “occupazione piena e produttiva e lavoro dignitoso per tutti, incluse le donne e i giovani”. Al fine di misurare la realizzazione di questo nuovo traguardo sono stati selezionati quattro indicatori: tasso di occupazione; occupazione vulnerabile; tasso di lavoratori poveri (un dollaro al giorno) sul totale degli occupati; crescita nella produttività del lavoro.
Il concetto di Lavoro dignitoso (Decent Work; vedi il sito www.decentwork.org) è stato sviluppato dall’ILO fin dal 1999, collocandolo al centro delle politiche dell’Organizzazione per raggiungere i suoi obiettivi costituzionali. A sottolineare l’attenzione dell’ILO verso il Lavoro, dignitoso e produttivo per tutti, quale strumento prioritario nella lotta alla povertà, il 10 giugno 2008 a Ginevra è stata adottata la Ilo Declaration on Social Justice for a Fair Globalization, in cui si ribadisce e istituzionalizza la priorità del Decent Work. La Dichiarazione è stata firmata dai rappresentanti dei governi, dei datori di lavoro e dei lavoratori di 182 Paesi membri secondo il principio del “Tripartitismo” su cui si basa l’ILO; ovvero della partnership tra governi, imprese e sindacati chiamati a collaborare e a rispondere insieme alle questioni relative al mondo del lavoro.
Il documento esprime l’universalità della Decent Work Agenda (promossa dall’ITUC-CIS/International Trade Unions Confederation – Confederazione Internazionale dei Sindacati), la quale stabilisce che tutti i membri dell’Organizzazione devono perseguire politiche basate su: creazione di occupazione, diritti dei lavoratori, protezione sociale e dialogo sociale.