L’Europa sta vivendo un periodo davvero critico per quanto riguarda il flusso di migranti che ogni giorno si riversa sul continente. Sempre più spesso i paesi lamentano di non aver risorse per affrontare questa crisi mediorientale e precludono i propri territori alle migrazioni di massa.

Alcune recenti decisioni politiche hanno fatto storcere il naso alle organizzazioni internazionali, come ad esempio la legge danese che prevede la confisca dei beni per tutti i rifugiati. Ogni paese può in qualche modo decidere in coscienza, ma tutta Europa è comunque tenuta a far fronte compatto per risolvere al meglio questa emergenza che sembra non aver fine.
La parte più difficile quando si tratta di rifugiati, è capire che queste sono persone sono esseri umani e che decidendo di lasciare la loro casa, hanno anche compiuto un salto nel buio. Non hanno più niente e sono partiti per sopravvivere alle guerre ed alle carestie che stanno annientando le loro nazioni.
Ora immaginate cosa possa voler dire mollare tutto, beni e spesso anche famigliari, per imbarcarsi in una fuga fin troppo avventurosa e spesso con epiloghi tutt’altro che lieti, per arrivare in un paese europeo dove sembra di vedere una luce in fondo al tunnel.
Adesso provate a mettervi nei panni di un bambino e vivete la stessa scena senza distogliere lo sguardo dalle emozioni, dal terrore e dalla paura che queste creature provano durante i loro primi anni di infanzia.
Un’infanzia che dovrebbe essere lieta, felice e protetta. Un vita che invece muta drasticamente scaraventando bambini di qualsiasi età direttamente nel tremendo e cinico mondo degli adulti. Parliamo di bambini. Bambini soli che si affidano probabilmente alla prima persona che concede loro un sorriso. L’ultimo rapporto parla di 270 mila bambini rifugiati sbarcati in Europa.
Dopo aver passato settimane in fuga, sporchi ed affamati ed in situazioni al limite della resistenza umana, questi bambini arrivano e, come per assurdo, una parte considerevole di loro sparisce nel nulla.
Esatto. Circa diecimila piccoli migranti dei quali non si sa più niente. La maggior parte potrebbe essersi riunita alla famiglia di origine, ma, disgraziatamente, si fa sempre più prepotente l’ipotesi di un sordido traffico criminale dietro a queste drammatiche sparizioni.
L’Europol ha purtroppo confermato che ci sono molte organizzazioni criminali dietro ai viaggi della speranza di questi rifugiati che vengono poi presi e portati via per affari illeciti.
Si parla di trafficanti di schiavi. Nel 2016 abbiamo ancora a che fare con la parola schiavo ed è terribile.
Si parla di traffico sessuale. Bambini che volevano solo trovare amore che incontrano invece aguzzini. Era prevedibile che sulla via di così grossi flussi di persone e denaro per far fronte alle emergenze, si potessero nascondere gang criminali, ma l’Europa deve stare più attenta. A volte i bambini che arrivano da soli ci mettono, nella migliore delle ipotesi, circa 7 mesi per poter rivedere la propria famiglia. A volte sono gli stessi bambini che tentano la fuga per non farsi rimandare a casa, dove c’è la guerra. Altre volte invece, i parenti si scambiano i figli senza avvertire le autorità o più semplicemente prendono nel loro nucleo figli di amici per dar loro una nuova famiglia.
Purtroppo però il mistero rimane e senza documenti e controlli certi, troppo spesso chiunque può spacciarsi per qualche zio lontano e far sparire un minore.
Solo in Italia sono scomparsi circa 5000 bimbi ed in Germania ed in Ungheria intere sezioni carcerarie sono dedicate ai criminali che sfruttano quest’onda umana di migrazione continua. na via illegale che passa dai Balcani e che poi sparisce nel nulla portandosi dietro vite ed identità rubate.
La Svezia ha ammesso che circa 1000 dei bambini registrati regolarmente sono poi spariti come se nulla fosse. La Comunità Europea vuole controlli più rigidi e attenzioni più dedicate alla problematica dei minori perché sono figli di tutti noi e non possiamo permettere che tra il caos e la paura delle differenze culturali, ci sia chi riesce indisturbato a speculare sulle vite di corpi innocenti.











