La Tavola Rotonda di Progetto Sud

Si è svolta lo scorso 24 maggio la Tavola Rotonda sulla Cooperazione allo Sviluppo, ospitata dalla UIL e organizzata da Progetto Sud con la collaborazione delle altre quattro Ong partner del “Combattere la povertà: lavoro dignitoso e partecipazione sociale”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.

Le Organizzazioni Non Governative di Acli (Ipsia), Arci (Arcs), Cgil (Progetto Sviluppo), Cisl (Iscos) e Uil (Progetto Sud), infatti, stanno conducendo una Campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sui temi della Cooperazione Internazionale, coinvolgendo il maggior numero possibile di cittadini: dagli iscritti alle proprie reti associative agli studenti universitari. Per questo è stato affidato al Professor Bruno Mazzara, Vicepreside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, il ruolo di moderatore del Seminario. Assieme a lui hanno partecipato altri docenti del Corso di Laurea in “Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e le relazioni tra i popoli” e una nutrita rappresentanza di studenti che hanno frequentato i cinque seminari sul lavoro dignitoso, tenutisi alla Sapienza con il supporto di esperti delle Ong. Il Professor Mazzara ha animato il dibattito distribuendo e “cucendo” gli interventi dei diversi relatori. Si sono alternati al microfono Raffaella Bolini (Presidenza Arci) e Maria Grazia Fasoli (Presidenza Acli) per il mondo delle Associazioni; mentre per le tre Organizzazioni sindacali hanno preso la parola Piero Ragazzini (Segretario Confederale Cisl), Nicoletta Rocchi (Segretario Confederale Cgil), e Paolo Pirani (Segretario Confederale Uil) che ha concluso la Tavola Rotonda.

Per il Ministero degli Esteri era presente l’Ing. Giuseppe Santamaria dell’Ufficio VII della DGCS, l’Ufficio che cura le relazioni con le Ong, le quali erano invece rappresentate da Pietro Pinto, il Portavoce della Piattaforma Info/Eas dell’Associazione Ong Italiane. Di respiro internazionale l’intervento di Cinzia Del Rio (C.d.A. Organizzazione Internazionale del Lavoro) che si è soffermata sui quattro pilastri della Decent Work Agenda, adottata dall’OIL a partire dal 1999: dovere di incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, promozione dei diritti dei lavoratori, miglioramento e rafforzamento della protezione sociale e del dialogo sulle problematiche del lavoro. Lavoro che è stato naturalmente al centro del confronto. Disoccupazione e precarietà toccano trasversalmente Paesi ricchi e Paesi in Via di Sviluppo, e nel prossimo futuro ci dovranno fare i conti anche i tanti ragazzi che affollavano la Sala Bruno Buozzi della Uil. E poi il lavoro minorile, una piaga che affligge un gran numero di Paesi ma che alle volte contribuisce  alla sopravvivenza di molte famiglie, costrette spesso a fondare la loro economia di sussistenza sull’aiuto dei figli, anche se sotto i 15 anni. Ma si è parlato anche di tutela dei diritti, conquistati dopo lunghe battaglie sindacali e oggi ancora a rischio in molte parti del mondo e nella stessa Europa, dove sempre più spesso vengono rimessi in discussione. E di Cooperazione in senso più stretto.

Dal ruolo che svolgono le Associazioni della società civile, compresi i Sindacati, nell’affrontare la povertà nel mondo all’efficacia degli aiuti, passando per le politiche dei Governi. Infatti, secondo il Rapporto annuale “AidWatch” elaborato da Concord, la Confederazione che racchiude più di 1.600 Ong europee, nel 2008 l’ammontare reale di fondi giunto ai Paesi in Via di Sviluppo è solo dello 0.34% del PIL (al netto della cancellazione del debito e degli stanziamenti in favore dei rifugiati, che fanno salire il dato allo 0.40%). Una cifra molto lontana dallo 0.56% che i Paesi europei si erano impegnati di perseguire entro il 2010 e ancor più dallo 0.70% previsto per il 2015. L’Italia, purtroppo, con i continui tagli ai fondi destinati alla Cooperazione, contribuisce in maniera decisiva alla contrazione dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo europeo. Proprio sugli stanziamenti del Governo italiano in materia di aiuti e sull’efficacia dei progetti messi in atto dalle Ong si è dato vita ad un vivace botta e risposta tra l’esponente del Ministero da una parte, Romano Fratarcangeli  (Presidente Iscos Lazio) e Pietro Pinto dall’altra.

Quest’ultimo ha concluso la sua replica manifestando la necessità di un confronto aperto tra Istituzioni e Associazioni, attraverso la costituzione di Tavoli di Lavoro, e rilanciando la volontà di dar vita ad un sistema nazionale di Educazione allo Sviluppo in Italia. La Tavola Rotonda del 24 maggio ha evidenziato quanto sia importante questo aspetto della Cooperazione, che per essere realizzato necessita di una stretta collaborazione tra Università, Sindacati e Movimenti Associativi. Proprio il “fare rete” e lo scambio di esperienze possono favorire un nuovo modello di Cooperazione che mobiliti idee, energie, risorse e prospettive condivise per uno sviluppo sostenibile.