7 OTTOBRE: Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso

Il 7 ottobre si è celebrata, come ogni anno, la “Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso” e Progetto Sud, assieme alle ONG di Cgil (Progetto Sviluppo), Cisl (Iscos), Arci (Arcs) e Acli (Ipsia), ha voluto onorare l’appuntamento partecipando al Seminario organizzato dall’Iscos Friuli Venezia Giulia, ad Udine, dal titolo: “Combattere la povertà: lavoro dignitoso e partecipazione sociale. Sindacati, Movimenti Associativi ed istituzioni si confrontano”.

 

La Tavola Rotondarientrava nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione sui temi inerenti al lavoro dignitoso, finanziata dal Ministero degli Esteri e a cui Progetto Sud partecipa insieme con le altre quattro organizzazioni partner. Il Lavoro Dignitoso (Decent Work) e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono stati i temi su cui si è dibattuto.

Oggi, 2 miliardi di persone guadagnano meno di 2 dollari al giorno, 1 miliardo e 20 milioni soffrono la fame e 12,3 milioni di cittadini lavorano in condizioni di schiavitù. Il “raggiungimento di un’occupazione piena e produttiva e di un lavoro dignitoso per tutti, inclusi donne e giovani” è considerato dalla Comunità Internazionale uno strumento indispensabile per sradicare la povertà e la fame entro il 2015, il Primo e il più ambizioso degli Otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio/Millennium Development Goals (OSM/MDG).

Il concetto di Lavoro Dignitoso è stato sviluppato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro/International Labour Organization (OIL/ILO) fin dal 1999, ed è sostenuto da network internazionali, quali Solidar (Federazione di Ong europee di ispirazione sindacale) e la GCAP (Global Coalition Against Poverty) di cui rispettivamente Progetto Sud e la UIL fanno parte. Il Decent Work si basa sui quattro pilastri dell’Agenda del Lavoro Dignitoso: creazione di occupazione; diritti dei lavoratori (libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, divieto del lavoro forzato e del lavoro minorile, divieto di discriminazione sul posto di lavoro anche per l’accesso al lavoro); protezione sociale; dialogo sociale. L’ILO ha calcolato che nel 2009 i disoccupati a livello globale sono aumentati di 34 milioni rispetto al 2007, toccando quota 212 milioni (6.6%), mentre la disoccupazione giovanile (15-24 anni ) ha raggiunto il 14% (+10.2 milioni sul 2007). Ciò a causa della crisi che sta lasciando circa un miliardo e mezzo di persone (il 50,6% della manodopera mondiale) in condizioni lavorative vulnerabili, con scarsa protezione sociale e diritti ridotti all’osso. Un vortice da cui non scappano nemmeno i Paesi delle economie avanzate e dell’Unione europea, con 3 milioni di disoccupati in più nel 2010. Per ritornare ai livelli di disoccupazione antecedenti la crisi, si stima che sarà necessario creare 300 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi 5 anni.

I prossimi 5 anni saranno decisivi anche per tentare di raggiungere risultati accettabili negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, sui quali è stato fatto il punto della situazione nel Vertice delle Nazioni Unite di New York (20-22 settembre 2010). A distanza di 10 anni dalla sottoscrizione degli OSM e a 5 dalla scadenza prevista, alcuni risultati sono stati conseguiti, ma c’è ancora moltissimo da fare. I Paesi dell’ONU hanno preso l’impegno di devolvere 40 miliardi di dollari in 5 anni per la salute materno-infantile, un’iniziativa che prevede di salvare 16 milioni di vite. Interessante anche la proposta del Premier francese Sarkozy (il 12 novembre prossimo la Francia  assumerà la presidenza del G20 e il primo gennaio anche quella del G8), appoggiata dal Premier spagnolo Zapatero, di una tassa sulle transazioni finanziarie (che le organizzazioni della società civile caldeggiano ormai da oltre 10 anni). Tassando dello 0,05% ogni compravendita di titoli e di strumenti finanziari, infatti, si potrebbe registrare un gettito di 655 miliardi di dollari all’anno. Le promesse non bastano però a garantire l’istruzione ai 69 milioni di bambini che ancora non hanno accesso alla scuola primaria o a ridurre la mortalità materna (ogni minuto una donna muore di parto). Soprattutto perché quasi mai vengono seguite dai fatti: al G8 di Gleneagles del 2005 e a quello de L’Aquila del 2009 sono stati stabiliti rispettivamente 50 miliardi di dollari all’anno per la lotta alla povertà e 22 miliardi per l’iniziativa sulla Sicurezza Alimentare. Soldi che nessuno ha mai visto.

Emblematico il caso dell’Italia che ha tagliato i fondi per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), passando dallo 0,22% del Pil del 2008 allo 0,16% del 2009 (-31%) e per il 2010 si stima che l’impegno si assesterà sullo 0,10%. Inoltre, il nostro Paese da due anni non finanzia il Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria , grazie al quale attualmente 5 milioni di persone sono, ad esempio, sotto terapia anti-retrovirale.

Mentre ogni anno nel mondo si spendono 1 trilione di dollari in difesa (l’Italia è decima in questa speciale classifica, con 37 miliardi $ di spesa in armamenti) e solamente 60 in aiuti allo sviluppo, l’augurio è che la proposta di Sarkozy e le parole di Obama (“Gli Stati Uniti cambieranno il modo in cui pianificano gli aiuti e permetteranno uno sviluppo sostenibile invece di perpetuare la dipendenza dei Paesi più poveri”) si tramutino finalmente in fatti.

Progetto Sud, assieme alle altre ONG partner, si sta battendo, anche per mezzo di questa campagna, per diffondere la coscienza che solo attraverso la promozione di posti di lavoro dignitosi e in grado di garantire ai lavoratori un reddito adeguato e diritti riconosciuti si può sconfiggere la povertà e migliorare le condizioni della maggioranza della popolazione mondiale.

 

 

 

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Brochure Tavola Rotonda Udine.pdf

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Presentazione MDG’s_Seminario Udine.ppt

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