Progetto Pilota per la Promozione del Dialogo Sociale nella Zona Meridionale del Mediterraneo

Il progetto vuole sviluppare le capacità dei sindacati e delle sue omologhe Associazioni di Lavoratori in Marocco, Tunisia e Giordania, in modo da promuovere una istituzionalizzazione dinamica, inclusiva e rinforzata del dialogo sociale e delle consultazioni con la più ampia società civile.

 

Dagli anni 50, molti paesi della parte meridionale del Mediterraneo hanno ratificato la Convenzione dell'ILO sul dialogo sociale.  Alcuni paesi hanno anche implementato un Comitato Economico e Sociale (ESC).  Dall'altra parte, il ruolo dell'ESC è sempre stato molto debole, con contributi negligenti al policy making economico e sociale a causa della forte natura centralizzata del sistema politico nei paesi in questione.  Il cambiamento più grande avvenne nel 2011 e coinvolse la maggior parte dei paesi della sponda sud del Mediterraneo, in modi diversi, e permise di evidenziare i limiti delle politiche economiche e sociali fino ad allora introdotte, rendendo sempre più evidente la necessità di riforme istituzionali.  Fino ad oggi, il dialogo sociale nella regione del Mediterraneo è stato gestito dai governi: essi definiscono il programma, le tempistiche e le regole.  Questo dialogo squilibrato non porta benefici.  In alcuni paesi, cambi costituzionali hanno avuto successo, mentre in altri casi hanno continuato a favorire la confrontazione distruttiva e persistente dei militari.  Dal 2008, l'Unione Europea - attraverso l'UfM - ha iniziato un processo di associazione tra i governi e le rappresentazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro.  Questo processo vuole dare "più effettività" al ruolo del dialogo sociale nella zona del Mediterraneo.  E' stato anche lanciato un Forum Sociale chiamato Euromed e un Gruppo di Lavoro di esperti di alto livello (creato nel 2015) in modo da formulare suggerimenti sull' "adeguato funzionamento del dialogo sociale" nella sponda sud del Mediterraneo.  Una delle prime proposte di questo gruppo di esperti è l'implementazione di un progetto pilota in tre paesi, che si possa poi espandere ad altri paesi membri dell'UfM.

Tra gli obiettivi specifici vi sono:

1. la creazione e il miglioramento dell'ambiente abilitato al dialogo sociale tra i sindacati e le associazione di lavoratori nei tre paesi coinvolti nel progetto, e ad ogni livello. 

2. la promozione del dialogo civico e multi-stakeholder con le organizzazioni della società civile e con le autorità regionali e locali, in modo da creare un consenso su questioni di comune interesse, tra cui la istituzionalizzazione di un dialogo democratico, civicamente funzionale e multi-stakeholder, quando necessario.

3. la promozione di una Comunità do Pratica, identificando e condividendo strumenti e modelli innovativi per un dialogo sociale effettivo, includendo anche i Comitati Economici e Sociali (ESCs), con i partner sociali, le autorità pubbliche, le ONG e le autorità locali, e i media di entrambe le sponde del Mediterraneo in modo da indirizzare meglio le sfide legate ad uno sviluppo economico e sociale sostenibile nei paesi beneficiari e nella regione.  Questa Comunità di Pratica potrà anche essere lo strumento di lavoro per le future attività dell'Unione per il Mediterraneo (UfM) e del Forum Sociale Euromed.

 

PAESE: Marocco, Tunisia e Giordania.

CONTROPARTE: Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC); BUSINESSMED (Unione Mediterraneo della Confederazione di Imprese); Consiglio Nazionale del Lavoro di Bruxelles (CNT); Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco (CESE); Fondazione SOLIDAR per lo Sviluppo Umanitario e la Cooperazione Europea; Confederazione Araba dei Sindacati (ATUC); Associazione Industriale Portoghese (AIP); Istituto Sindacale La Cooperazione allo Sviluppo; Network Arabo per lo Sviluppo (ANND).

ENTE FINANZIATORE: Commissione Europea

DURATA: 36 mesi

DATA DI INIZIO: 1/01/2016

 

 

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