La Nuova Architettura della Cooperazione Italiana

Il 27 luglio è stata presentata alla Farnesina la Nuova Architettura della Cooperazione Italiana.

 

Il nuovo Sistema della Cooperazione Italiana approvato con la riforma del 2014, è stato presentato nel mese scorso alla Farnesina dai rappresentanti delle istituzioni competenti: il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Viceministro alla Cooperazione Mario Giro, il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del MAECI Gianpaolo Cantini, il Direttore dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Laura Frigenti e il Direttore del Business Development della Cassa Depositi e Prestiti Bernardo Bini Smaghi.

Tante le novità, per rendere il Sistema adatto ad affrontare le molte nuove sfide del mondo globalizzato che continua a trasformarsi. Il Sistema Italiano di Cooperazione allo Sviluppo aveva bisogno della creazione di una nuova architettura istituzionale volta a renderne più efficiente il funzionamento.

La riforma del 2014 ha come principali obiettivi: il miglioramento della coordinazione all'interno del governo, il miglioramento del coinvolgimento delle diverse componenti operative e l'aumento delle risorse. Il nuovo Sistema italiano di Cooperazione allo Sviluppo potrà usufruire ”di un raddoppio dei fondi tra il 2016 e il 2018. E l’obiettivo è arrivare allo 0,30% del Pil nel 2020”, lo ha detto il ministro degli Esteri.

Il nuovo Sistema sistema si caratterizza per la guida nella definizione delle politiche da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla istituzione di un’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo con un ruolo di implementazione e, dalla previsione di innovativi meccanismi di partenariato pubblico – privato nel settore dello sviluppo, da realizzare anche grazie al supporto di Cassa Depositi e Prestiti.

Il vice ministro degli Esteri con la delega per la cooperazione, Mario Giro, ha passato in rassegna gli elementi della riforma sottolineando i nuovi scenari e le nuove priorità che si affacciano all'orizzonte per l’Italia: il fenomeno migratorio che non è un’emergenza; il patrimonio culturale; gli aspetti legati alle imprese.

”Pensiamo che la cooperazione sia una grande via per l’internazionalizzazione e l’apertura del Paese, insieme ovviamente alle altre politiche”, ha detto Giro, il quale ha poi sottolineato il ruolo fondamentale che avrà Cassa Depositi e Prestiti in questo sistema, in particolare per consentire alle imprese italiane di partecipare a progetti in partenariato pubblico-privato.

”Per la cooperazione – ha concluso Giro – resterà prioritaria l’Africa, anche in termini di internazionalizzazione delle imprese italiane”, aggiungendo, a margine, che non va dimenticata l’America Latina  sia come partner sia in ambito di sostegno alle nazioni dell’area. ”Vogliamo focalizzarsi su certe grosse sfide. La prima è la violenza in America Centrale, la lotta contro le maras e le pandillas, aiutando il sistema giudiziario e quello legato al mondo giovanile”, ha spiegato Giro, a margine della presentazione alla Farnesina. Poi, lavoreremo per valorizzare la nostra presenza all'interno di alcuni paesi, penso alla Bolivia per esempio e al fondo per la pace in Colombia. Infine, con la Cassa Depositi e Prestiti potremo fare grosse operazioni di cooperazione internazionale. Stiamo riflettendo su paesi, aree e settori.”.

 

Per maggiori informazioni e fonte usata per questo articolo, il link di riferimento è: http://www.onuitalia.com/2016/07/27/un-sistema-per-rispondere-alle-sfide-ecco-la-nuova-architettura-della-cooperazione-italiana/

 

 

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