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La Confederazione Internazionale dei Sindacati e la Rete per la Cooperazione allo Sviluppo

L’esigenza di una governance globale che regoli le relazioni economico-politiche è un tema di crescente attualità e tuttora non risolto. Le soluzioni che restringono le decisioni a gruppi ristretti (vedi il G8) sono state accusate a più riprese di mancanza di legittimità, democraticità e trasparenza, tanto che negli ultimi anni sta assumendo sempre più rilevanza il G20, composto dai 19 Paesi più industrializzati al mondo più l’Unione Europea. Nello stesso tempo, le Organizzazioni della Società Civile (OSC) reclamano più spazio e il diritto di partecipare alla creazione di una nuova governance democratica che tenga conto della dimensione umana, di quella ambientale e della componente locale, al fine di incanalare il processo di globalizzazione in un alveo dai contorni più sostenibili. All’interno della società civile si inserisce in questo contesto l’International Trade Unions Confederation (ITUC) - Confederazione Internazionale dei Sindacati (CIS), quale nuovo attore in grado di portare avanti le specificità sindacali nel nuovo scenario internazionale e di affermare il ruolo fondamentale di un sindacato globale nel mondo economico e politico globalizzato su temi quali la giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani, sindacali, sociali, ambientali e nella lotta contro la povertà.

Nata nel novembre 2006, la Confederazione raggruppa 301 organizzazioni affiliate in 151 Paesi per un totale di 176 milioni di lavoratori e rappresenta la struttura confederale più importante a livello internazionale. La CIS scaturisce dalla fusione della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi (CISL Internazionale, in inglese ICFTU - International Confederation of Free Trade Unions) fondata nel 1949 a Londra, che rappresentava 231 sindacati di 150 paesi (in rappresentanza di oltre 158 milioni di lavoratrici e lavoratori iscritti) e della CML (Confederazione Mondiale del Lavoro, in francese CMT - Confédération Mondiale du Travail), con sede a Bruxelles, che organizzava circa 26 milioni di lavoratori e aveva le sue radici nel movimento sindacale cristiano[1] .
Accanto alla CIS esistono anche altre strutture internazionali: la FSM - Federazione Sindacale Mondiale, con sede ad Atene; le Federazioni Sindacali Globali, o Global Unions[2] , organismi autonomi che rappresentano una sorta di “categorie professionali”, associate della CISL Internazionale.
E ancora, a livello europeo operano la CES (Confederazione Europea dei Sindacati, sigla internazionale ETUC - European Trade Union Confederation) che fondata nel 1973, con sede a Bruxelles, rappresenta 83 organizzazioni sindacali di 36 Paesi europei, e la CESI (Confédération Européenne des Syndicats Indépendants), creata il 27 aprile 1990, sempre a Bruxelles, che rappresenta una serie di sindacati autonomi. Mentre nel settore pubblico operano anche: Eurofedop, la Federazione Europea dei dipendenti nei servizi pubblici, legata alla Confederazione cristiana CML; e la Federazione Sindacale Europea dei Servizi Pubblici (FSESP, sigla inglese EPSU - European Federation of Public Service Unions) fondata a Vienna nel maggio del 1996 dalle categorie delle centrali sindacali che aderiscono alla CES. Nella Confederazione Sindacale Internazionale, il sindacato italiano di CGIL, CISL e UIL è il più numeroso a livello europeo. Molto nutrite sono poi le organizzazioni tedesche, inglesi, russe, americane, giapponesi e brasiliane.
Il Sindacato rivendica anche in ambito globale il proprio ruolo negoziale e contrattuale per esercitare pressione sugli organismi internazionali. Chiaramente uno dei punti di forza della CIS è la tutela dei lavoratori e la creazione di occupazione.
Per questo la CIS sostiene l’Agenda del lavoro dignitoso, lanciata dall’ILO nel 1999, per permettere di conseguire un’“occupazione piena e produttiva e lavoro dignitoso per tutti, incluse le donne e i giovani”, e quale strumento principale per raggiungere il Primo Obiettivo del Millennio: sradicare la povertà estrema e la fame.
I quattro obiettivi strategici attorno a cui si articola il concetto di Decent Work (Lavoro Dignitoso), e sulla base dei quali tutti i membri dell’Organizzazione devono perseguire le proprie politiche sono: Creazione di occupazione; Diritti dei lavoratori (libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, divieto del lavoro forzato e del lavoro minorile, divieto di discriminazione sul posto di lavoro anche per l’accesso al lavoro); Protezione sociale; Dialogo sociale.
Però, le “lotte dei sindacati non si limitano ai diritti del lavoro ma riguardano questioni sociali più ampie, nel tentativo di difendere le libertà civili fondamentali in molti paesi”, ricorda il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia. Uno dei modi per rispondere a questo obiettivo è la Cooperazione Internazionale. Così la CIS ha creato formalmente, nel 2008, un network sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo, il TUDCN - Trade Union Development Cooperation Network, composto da: Sindacati affiliati all’ITUC, tra cui naturalmente la UIL ; Società civile della famiglia sindacale, come le Organizzazioni Non Governative (Progetto Sud vi fa parte); ITUC Regionali (Africa, Asia, America Latina); GUF. La rete si propone di migliorare l’efficacia della cooperazione allo sviluppo sindacale attraverso la condivisione delle informazioni e delle buone pratiche, nonché il coordinamento degli sforzi e delle risorse, al fine di migliorare l’impatto delle azioni di solidarietà sulle popolazioni che ne beneficiano. Ad esempio, è stato appena lanciato il Piano d’azione sindacale per combattere il colera (Trade Union Road Map for Haiti - Trade Union Brigades Fighting the Cholera Epidemic) ad Haiti, dove 50 sindacalisti affiliati alla CIS stanno lavorando in collaborazione con il movimento sindacale haitiano. Inoltre, il network è un mezzo per assicurare il punto di vista sindacale nelle politiche di sviluppo, con particolare attenzione all’Agenda per il Lavoro Dignitoso.
Anche nell’Isola caraibica il Lavoro Dignitoso è considerato la priorità nel processo di ricostruzione del Paese, e il12 Gennaio 2011 si svolgerà a Port-au-Prince l’International Trade Union Conference. Il lavoro assume un ruolo fondamentale per la stabilità, la coesione e la giustizia sociale, la lotta alla povertà, ad Haiti come nel resto del globo, in un periodo di recessione economica mondiale che sta gettando nell’abisso della disoccupazione milioni di persone.
I principi della Rete per la Cooperazione allo Sviluppo della Confederazione Sindacale Internazionale sono strumenti validi ed in sintonia per iniziare quel Dialogo Strutturato, lanciato il 23 marzo scorso a Bruxelles dall’UE, per coinvolgere e coordinare tutti i soggetti impegnati nella Cooperazione allo Sviluppo della Commissione europea: Commissione, Delegazioni UE, Parlamento europeo, Stati membri, Società civile, Autorità locali e regionali dall’Europa e dai Paesi partner. Le Organizzazioni sindacali vogliono rimarcare i valori peculiari della cooperazione sindacale a livello internazionale. Per questo, delegazioni della CIS stanno partecipando ai Working Group europei sul Dialogo Strutturato, dando il proprio contributo al Green Paper sulle politiche di sviluppo in favore della crescita inclusiva e dello sviluppo sostenibile che verrà pubblicato a breve dalla Commissione.
Si ribadisce così il riconoscimento e l’autonomia delle Organizzazioni sindacali che sono attori dello sviluppo distinti all’interno della Società civile e vogliono portare le istanze del mondo sindacale al tavolo dei Donatori e dei Governi dei Paesi partner, impegnandosi a migliorare il dialogo politico e l’Efficacia dello Sviluppo, in accordo con l’Agenda for Action di Accra (AAA)[3] ed in previsione del Quarto Forum di Alto Livello di Busan (Corea del Sud, 29 Novembre/1 Dicembre 2011).
 


[1] La CML fu fondata nel 1920 a L’Aja e raggruppava organizzazioni sindacali di 116 paesi, più le ACLI in qualità di componenti straordinarie.
[2] Uno di questi Global Union è l’ISP (Internazionale dei Servizi Pubblici, sigla inglese PSI - Public Services International), sindacato mondiale fondato nel 1907 che rappresenta 600 sindacati in 141 paesi (circa 20 milioni di iscritti).
[3] Terzo Forum di Alto Livello di Accra, Ghana, Settembre 2008. Donatori, Governi, Istituzioni finanziarie internazionali e Organizzazioni della società civile di tutto il mondo si sono riuniti per valutare i progressi compiuti dopo la firma della Dichiarazione di Parigi del 2005, sull’efficacia e l’armonizzazione dell’Aiuto allo Sviluppo. In particolare, ci si proponeva di rafforzare l’ownership (appropriazione) dei paesi destinatari degli aiuti attraverso il loro controllo delle strategie di sviluppo; di consolidare partnership più efficaci tra i diversi attori, con un maggior coinvolgimento della società civile; di migliorare la distribuzione degli aiuti e la verifica dei risultati tangibili.

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