Approfondimenti

Uno stand per Haiti, un Progetto per il Sud

Discorsi, dibattiti, scambi di idee e molto altro al XV Congresso Nazionale della UIL. Tra il 2 e il 5 marzo scorso, infatti, i cupi corridoi del Palazzo dei Congressi dell’Eur si sono trasformati in una cornice di stand colorati, animati da un via vai di delegati-visitatori incuriositi. C’erano le diverse categorie del Sindacato, e c’era anche l’Organizzazione non governativa (Ong), nata nel 1984 proprio per volontà della UIL: Progetto Sud.

Oltre a presentare le sue attività di Cooperazione allo Sviluppo, l’Ong ha approfittato della manifestazione per aprire ufficialmente la Campagna Nazionale di raccolta-fondi, finalizzata ai primi interventi di Emergenza in favore della popolazione di Haiti. Il terremoto di magnitudo 7,0 della Scala Richter che il 12 gennaio 2010 ha colpito il paese più povero del Mondo Occidentale (oltre la metà degli haitiani sopravvive con meno di 1 dollaro al giorno) ha causato 222.517 vittime accertate, lasciando anche centinaia di migliaia di persone senza casa né lavoro e una nazione in ginocchio. Il rischio del diffondersi di malattie è ancora altissimo e le strutture più importanti sono andate distrutte; ben il 90% delle scuole nella zona colpita dal sisma è inagibile, in un Paese dove circa il 45% della popolazione ha un’età inferiore ai 18 anni. Al fine di raccogliere i fondi per far fronte alla catastrofe, collaboratori e volontari di Prosud hanno realizzato poster e volantini informativi distribuiti durante l’intero svolgimento del Congresso. Sono stati inoltre attivati un conto bancario dedicato e una procedura “Pay Pal on line” (per info www.progettosud.org). Mentre UIL, CGIL, CISL e Confindustria hanno deciso di devolvere i contributi volontari (pari ad 1 ora di lavoro) di lavoratori e imprese ai fini della Ricostruzione, Progetto Sud sta invece focalizzando la sua attenzione sulla fase dell’Emergenza. In quest’ottica, ha inviato nell’Isola Dominicana una piccola delegazione di esperti con lo scopo di identificare le necessità primarie e le modalità più efficaci per affrontarle; una missione di prefattibilità in cui l’Istituto coordina le proprie azioni con Solidar, la rete di Ong europee. Un progetto già organico e ben avviato è quello che ha riempito lo stand dell’associazione di maglie, statuette e collanine variopinte: lo “Spazio dei Sogni”. Arrivati dalle favelas di San Paolo del Brasile direttamente al Palazzo dell’Eur, i prodotti artigianali e tessili sono stati realizzati da circa 300 ragazzi di età compresa tra i 7 e i 17 anni che studiano, lavorano e giocano nella struttura chiamata appunto “Spazio dei Sogni”. Comprati e ristrutturati nel 2003 dalla UIL Pensionati, che opera nella zona di San Paolo da anni, due edifici multifunzionali ospitano iniziative di cooperazione e solidarietà promosse e organizzate da esperti e volontari dell’Associaçao (Associazione) Ponte Brasilitalia, in collaborazione con il Sindicato dos Comerciarios (del Commercio) dei lavoratori di San Paolo – UGT e Prosud Brasil. E proprio la filiale dell’Ong italiana, riconosciuta legalmente dagli organi istituzionali locali, ha dato vita a una cooperativa di donne e giovani che prende il nome del progetto. All’interno della costruzione, la cooperativa ha a disposizione un laboratorio per la produzione tessile, dalla confezione di capi d’abbigliamento per bambini alla maglieria, la cui vendita servirà in futuro a coprire i costi del lavoro e della produzione, i costi generali e l’ammortamento dei macchinari. È un esperimento che intende stimolare l’associazionismo produttivo e commerciale tra gli artigiani della cooperativa; un modello di economia sociale e solidale alternativo per creare uno sviluppo locale finalizzato alla creazione di occupazione, all’innalzamento del reddito e al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie del territorio.
Le sinergie create da Progetto Sud con il sostegno della UIL, in Brasile sono particolarmente evidenti nella stretta collaborazione instaurata con i sindacati Força Sindical, UGT e, più recentemente, con la CUT. Nel paese latinoamericano, dove Prosud opera dal 1993, questa cooperazione sindacale ha permesso di stabilire un proficuo dialogo con il Governo Lula, incentivando le attività di Prosud che si sono concentrate soprattutto nello stato di Bahia. Nella sua capitale, Salvador, sono stati realizzati una serie di interventi di supporto al cooperativismo, con una maggiore attenzione al settore dell’artigianato minerale. La produzione di oggettistica per il turismo di alta qualità, adatta sia al mercato turistico nazionale che all’esportazione, potrebbe rappresentare infatti una forte azione di lotta al lavoro minorile (grave piaga del Nord-est brasiliano). Sul Litorale Nord di Bahia è invece iniziato da pochi mesi un progetto che si prefigge di creare un Centro Servizi a carattere regionale, che dovrà costituire una rete operativa a beneficio delle comunità rurali locali. L’obiettivo è di fornire strumenti conoscitivi, tecnologie e assistenza tecnica, per stimolare la creazione di un mercato dell’offerta nei settori dell’agricoltura familiare e della pescicoltura, al fine di invertire il processo di emigrazione e di abbandono delle campagne.
E ancora, qualche mese fa ha preso il via a San Paolo, dove il 55% della popolazione è di origine italiana, un progetto di un anno orientato alla formazione professionale degli italiani residenti all’estero, mirato a perfezionare la professionalità delle figure tecnico-specialistiche operanti nel settore della moda e del design.
L’America Latina è senza dubbio una regione dove storicamente l’Ong della UIL ha rivolto la sua attenzione, in virtù di rilevanti vincoli etnici e culturali, in accordo con le priorità geografiche della Cooperazione Italiana, che punta a ridurre la forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza nell’area attraverso programmi di sviluppo socio-economico.
Così, in Argentina, Progetto Sud ha iniziato la seconda annualità di un progetto avente come beneficiari i riciclatori informali di Buenos Aires, chiamati Cartoneros. Dopo la gravissima crisi economica del 2001, migliaia di disoccupati hanno “scoperto” che potevano raccogliere e rivendere materiale riciclabile per sopravvivere alla miseria e si sono inventati un mestiere. In un primo momento vissuto in maniera prettamente individualistica, col tempo i riciclatori hanno sperimentato diverse forme di aggregazione. Il progetto, realizzato in partenariato con l’IMFC – Istituto Movilizador de Fondos Cooperativos (Istituto di Mobilitazione dei Fondi Cooperativi), mira a sostenere il passaggio dei Cartoneros da soggetti emarginati a lavoratori, impegnandosi nella trasformazione delle associazioni spontanee in cooperative strutturate, consolidando in tal modo il carattere formale del loro lavoro. Il lavoro è ancora una volta il fulcro di un’altra iniziativa che sta supportando la produzione di piccole e medie imprese nella Municipalità di Almirante Brown.
Ma Progetto Sud lavora anche in altri paesi del Sud America. In Ecuador, ad esempio, è iniziato un progetto di riconversione del debito incentrato sulla coltivazione del cacao. L’Istituto vi è entrato come partner assieme a una federazione locale che riunisce 250 coltivatori del cosiddetto “Cibo degli Dei”, originario dell’America meridionale e oggi motore dell’economia del Governo progressista del Presidente Correa. In Perù, invece, sta per partire la costruzione di un presidio sanitario per la salute materna e infantile nella Provincia di Huarochirì nella Regione Andina, finanziata dai fondi ottenuti tramite il 5 per mille. E infine il Cile, dove si sono conclusi da qualche tempo interventi per l’integrazione educativa e professionale dei non vedenti.
Se attraversiamo l’Atlantico per scoprire le azioni di cooperazione nel Mare Nostrum, possiamo constatare che negli ultimi anni Progetto Sud si è dedicato con parsimonia alla costruzione di relazioni e attività nell’area mediterranea. Dal 2003 al 2005 ha organizzato Workshop internazionali dal titolo “Il Mediterraneo al Centro dell’Europa” in Tunisia, Montenegro ed Egitto. In quest’ultimo Paese, soprattutto, è nata una collaborazione con il sindacato egiziano e con gli attori della società civile che ha portato l’Ong promossa dalla UIL ad intraprendere insieme con loro diversi progetti di Cooperazione allo Sviluppo. Come quello di assistenza alle famiglie dei malati del lebbrosario di Abu Zaabal (a 50 Km da Il Cairo), supportato dalla Federazione Sindacale Egiziana (ETUF – Egyptian Trade Union Confederation) e dalle Suore Comboniane. Come l’iniziativa di sviluppo sostenibile nel Governatorato di El-Fayoum (100 km a sud del Cairo), finalizzata a favorire l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro tramite la formazione professionale e il consolidamento di attività artigianali, grazie all’appoggio dell’Ong locale Ica-Mena. Nella Capitale egiziana, invece, Prosud sta lavorando da pochi mesi a un programma Multibilaterale di Cooperazione tecnica rivolto ai giovani che si trovano nel difficile periodo di transizione dalla scuola al lavoro. Il progetto, finanziato dal Governo italiano e guidato dall’OIL-Organizzazione Internazionale del Lavoro, mira a sostenere i ragazzi egiziani fornendo informazioni sulle professioni e attivando corsi di orientamento al lavoro.
Rimanendo in Africa ma più a Sud, nell’Africa nera, l’Ong sta iniziando a realizzare dal Kenia una piccola azione di riforestazione e sviluppo di colture agricole sostenibili in Somalia.
Per concludere, un accenno all’Asia. La scorsa estate è stato portato a termine il progetto in Sri Lanka, nato in risposta allo Tsunami del 26 dicembre 2004 e finanziato grazie alla sottoscrizione delle Confederazioni e di Confindustria. Si è trattato di un progetto di formazione professionale nei settori dell’elettronica e dell’informatica, al termine del quale sono stati donati ai beneficiari dei kit professionali come strumento di supporto all’auto-imprenditorialità. L’incremento dell’imprenditorialità e dello sviluppo rurale in Pakistan è, infine, l’obiettivo che intende raggiungere la proposta di progetto triennale in attesa di approvazione. L’iniziativa, che rientra nel piano di riconversione del debito Italia-Pakistan, prevede la creazione di tre incubatori di villaggio e di un consorzio di marketing da sviluppare tra i due Paesi. Dal maremoto che ha sconvolto le regioni che si affacciano sull’Oceano Indiano al terremoto di Haiti, l’impegno della UIL e di Progetto Sud in azioni di solidarietà internazionale è cresciuto, come sono cresciute le esperienze e le competenze di chi lavora per realizzare un mondo più giusto.

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